Guida alla
calcolosi renale

Il trattamento della calcolosi renale varia in base a numerosi fattori, tra cui le dimensioni, la sede, la natura chimica e la presenza di possibili complicazioni.

Trattamento dei piccoli calcoli scarsamente sintomatici.

La maggior parte dei piccoli calcoli non necessitano di un trattamento attivo, i piccoli calcoli posso essere espulsi spontaneamente.

  • Assumere liquidi. Bere dai 2 ai 3 litri d’acqua al giorno esercita un costante lavaggio delle vie urinarie.
  • Farmaci antidolorifici. L’espulsione di un piccolo calcolo può comunque causare qualche disagio. Per calmare un dolore lieve, il medico può prescrivere degli antidolorifici come l’ibuprofene (es. Brufen, Moment), il paracetamolo (es. Tachipirina, Tachidol) e il naprossene sodico (es. Naprosyn). Nella colica renale acuta, i farmaci più efficaci sono il ketorolac (es. Toradol, somministrato per via intramuscolare o sub-linguale) e il diclofenac (es. Voltaren).
  • La terapia "espulsiva". I piccoli calcoli che stentano a progredire lungo l'uretere possono essere "aiutati" con una idonea terapia in grado di aumentarne la compiacenza. Si utilizza a questo scopo una combinazione di cortisonici (es. Deflan, Flantadin) con farmaci in grado di rilassare la muscolatura liscia dell'uretere come i calcio-antagonisti e gli alfa-litici (es. Adalat Crono, tamsulosina, ecc.). Si possono tipicamente giovare di questa terapia i calcoli inferiori ai 6 mm dell'uretere terminale, ovvero anche rilevati a monte, ma di cui si possa documentare una progressione spontanea nell'arco delle ultime 2-3 settimane.

Trattamento dei calcoli voluminosi o che causano sintomi

I calcoli che non possono essere trattati in modo conservativo, sia perché sono troppo grandi per essere espulsi spontaneamente, oppure perché causano sanguinamento, danno renale, infezioni delle vie urinarie, necessitano di un approccio operativo. Le procedure comportano:

  • Frammenti di calcoli di ossalato di calcioUso delle onde d’urto per frammentare il calcolo. La procedura definita litotrissia extracorporea utilizza delle onde acustiche per generare delle energiche vibrazioni, chiamate appunto onde d’urto, in grado di rompere il calcolo in frammenti tanto piccoli da poter essere espulsi con le urine. La procedura, che genera un certo rumore, può causare un fastidio od un modesto dolore, reso tollerabile con la somministrazione di antidolorifici o una lieve sedazione. Le modalità del trattamento possono variare a seconda del tipo di apparecchiatura utilizzata. Oggigiorno, le onde d’urto vengono generalmente utilizzate per trattare con successo calcoli di dimensioni fino ad 1-1,5 cm che si trovano all’interno del rene. In seguito al trattamento, si presentano pressoché costantemente una transitoria presenza di sangue nelle urine (ematuria), un certo fastidio al fianco per il passaggio dei frammenti in via di espulsione.
  • Schema di ureteroscopia semi-rigida e flessibileInterventi endoscopici eseguiti attraverso le vie naturali. Buona parte dei calcoli di maggiori dimensioni, situati a qualsiasi livello delle vie urinarie, può essere raggiunta da particolari strumenti miniaturizzati, inseriti attraverso le vie urinarie naturali. Una volta individuati, i calcoli vengono frammentati utilizzando l’energia laser ed i residui più grandi (2 mm) possono essere asportati direttamente con particolari accessori. Con la tecnica endoscopica, disponendo di una strumentazione completa  e della pratica professionale adeguata è possibile trattare presso centri selezionati tutti i calcoli dell’uretere e calcoli renali fino a 3-4 cm, complessivamente circa il 90% dei casi. Questi interventi possono essere generalmente eseguiti in regime di ospedalizzazione diurna (Day Surgery) ed in anestesia parziale (spinale).
  • Schema di litotrissia percutanea (PCNL)Altri interventi  endoscopici. Calcoli di dimensioni ancora maggiori o particolarmente numerosi possono essere trattati inserendo gli strumenti endoscopici direttamente nel rene passando attraverso il fianco (litotrissia percutanea) o attraverso la parete dell’addome (laparoscopia o retroperitoneo-scopia). Si tratta di interventi più invasivi, che richiedono un’anestesia generale e una degenza post-operatoria di almeno 2-3 giorni.
  • Interventi chirurgici tradizionali. Da ormai parecchi anni, le indicazioni ad un intervento chirurgico a cielo aperto sono da considerare assolutamente eccezionali (inferiori all’1%).
  • Chirurgia delle ghiandole paratiroidi. Talora, i calcoli di calcio sono causati dall’eccessiva funzione delle ghiandole paratiroidi, che si trovano ai quattro angoli della ghiandola tiroide, nella parte anteriore del collo. Quando queste ghiandole producono troppo ormone paratiroideo, si innalza il livello del calcio nel sangue e quindi nelle urine. La causa più frequente è la presenza di un piccolo tumore benigno in una di queste ghiandole. Il problema viene risolto con un intervento chirurgico eseguito da un chirurgo specializzato negli interventi sulla tiroide.